Rinnovo del contratto per i medici in Italia. La situazione in Francia.

Molte questioni sono regolarmente poste sul trattamento salariale dei medici che esercitano in Francia.

La situazione italiana, relativa alle condizioni lavorative del personale medico, non sembra migliorare in maniera adeguata e proporzionale rispetto alle aspettative.

Tuttavia, qualche passo avanti si sta facendo. In particolare, segnaliamo il rinnovo del contratto del personale medico italiano che porterà a un aumento pro capite medio di circa 200 euro mensili.

Il documento, recentemente firmato tra amministrazione pubblica e parti sociali, prevede inoltre un aumento delle indennità di guardia notturna da 50 a 100 euro, fino a 120 euro per i pronti soccorso.

Nonostante questi notevoli progressi, malgrado probabilmente delle risorse limitate, le condizioni proposte sono ancora lontane dagli standard di altri Paesi europei, quali giustamente la Francia, dove molti di noi esercitano. Sembra opportuno ricordare che la “reperibilità operativa”, espressione forse poco felice ma che traduce la conosciuta astreinte opérationnelle, nell’Hexagone è indennizzata al pari di 239 euro, in caso di chiamata e relativo intervento nella struttura in cui si opera. Già questo dato permette di capire quanto in Italia ci sia ancora del margine per ulteriori progressi nei trattamenti economici.

La carenza di medici, soprattutto in certe specialità, è comunque una realtà presente anche in Francia tant’è che, come molti sanno, esistono dei contratti ad hoc per coprire delle carenze di organico temporanee. Già un anno fa il Quotidien du Médecin pubblicava un articolo che riportava un decreto governativo che fissava a 1404 euro il tetto massimo d’indennità giornaliera (24 ore) per un medico chiamato da fuori per palliare alla carenza temporanea e parziale di organico in una data struttura ospedaliera. Il governo francese ha previsto un calo progressivo di questo tetto, fino a 1170 euro/24 ore, previsti per il 2020. Si tratta comunque di cifre importanti, difficilmente ottenibili e proponibili nel Bel Paese.

Le differenze relative agli emolumenti tra le due realtà nazionali restano piuttosto importanti. Basti pensare che la Francia prevede delle griglie remunerative anche per gli studenti di medicina agli ultimi anni, che svolgono comunque dei compiti all’interno dei reparti dove sono assegnati per la loro formazione pratica. La consapevolezza del fatto che uno studente di medicina agli ultimi anni rappresenti un valore aggiunto per lo svolgimento di diverse mansioni nelle strutture dov’è presente e che questo lavoro svolto vada comunque remunerato, illustra come la visione e la considerazione del medico e del futuro medico non siano le stesse nei due Paesi.

Altro punto importante riguarda gli specializzandi, che hanno un trattamento economico diverso nei primi due anni della specialità rispetto ai successivi. Al terzo anno infatti vi è un incremento di quasi 9000 euro, che rifissa il salario annuo dello specializzando, salario che resta poi tale fino alla fine della specialità.

Sempre restando nell’ambito dei medici specialisti, non bisogna dimenticare che nel 2010, per far fronte alla carenza di medici di certe particolari specialità, nell’ambito del servizio pubblico, l’amministrazione francese ha creato il contratto di clinicien. Tale contratto prevede, secondo l’articolo R 6152-709 del Code de la Santé Publique, una remunerazione composta di una parte fissa e una variabile con un tetto complessivo corrispondente all’ultimo livello della relativa griglia della progressione salariale per anni di anzianità per i medici del servizio pubblico, con in più una maggiorazione del 65%. Un tale tipo di contratto che, come è facile intuire, è estremamente attraente dal punto di vista remunerativo, non puo’ superare i sei anni e di solito prevede una configurazione di tre anni più tre. Inoltre, al momento della stipula del contratto, l’amministrazione ospedaliera fissa con il candidato gli obiettivi da raggiungere durante il periodo prescelto. Il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati si puo’ tradurre nella rottura del contratto stesso prima dei termini inizialmente fissati.

Come possiamo vedere, appare dunque chiaro che l’Italia presenta ancora delle lacune e delle inadeguatezze sulla remunerazione del personale medico che non trovano un simile riscontro in realtà estere. Tutto cio’ senza citare le difficoltà relative alla formazione degli specializzandi o alle condizioni di lavoro di molti specialisti operanti nel servizio pubblico.

Nonostante tutto ciò, la recente presa di coscienza che qualcosa debba essere fatto per migliorare la condizione lavorativa del professionista in Italia, è indice che forse un inizio di progresso verso un certo qual miglioramento si sia messo in moto.

Il Sole24Ore Rinnovo del contratto per il personale medico

Le Quotidien du Médecin – Medico “sostituto”

Griglie di remunerazione ospedaliera in Francia, decreto gennaio 2017

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